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lunedì 16 dicembre 2013

RAPPORTO OSTEOPATA - DENTISTA



Rapporto Osteopata - Dentista:
come funziona


A cura del Prof Franco Maiuri
Osteopata D.O.m.R.O.I.
Direttore Scuola Operatori Craniosacrale Milano
WWW.CRANIOSACRO.IT


Quando un paziente si presenta dall’ Osteopata con sintomi di mal occlusione, deve essere fatta
una prima diagnosi differenziale: problemi di colonna cervicale o di bocca?
In base ai differenti test ed esami l’ Osteopata diagnostica la causa principale, quindi si passa alla
terapia; personalmente, anche quando la causa è una malocclusione (eccetto nei casi in cui il
problema di bocca sia talmente fondamentale da precludermi ogni possibile successo dal punto di
vista della correzione osteopatica, casi molto rari) è bene trattare il paziente almeno 3-4 volte per
permettere alla muscolatura del collo e alle vertebre di ritrovare i giusti equilibri.
Questo permette anche al dentista, qualora se ne rendesse necessario l’intervento, (al momento
di prendere le impronte per fare un eventuale bite), di non avere il collo e la testa e la mandibola,
vincolati dalla muscolatura in posizioni di accomodamento.
Se la causa è strutturale, ovvero legata a disfunzioni - quasi sempre C1 e C2 - nel giro di pochi
trattamenti si ottengono ottimi risultati: una diminuzione sostanziale dei sintomi e un
miglioramento dei rapporti occlusali .
Nel caso in cui la malocclusione persista dopo i primi 3 - 4 trattamenti e i sintomi non migliorano,
si dovrà ricorrere all’odontoiatra.
La cosa più importante da spiegare al paziente è che, malocclusioni e disfunzioni vertebrali spesso
coesistono e perciò il lavoro dell’ Osteopata e del Dentista deve procedere in parallelo: le
correzioni dell’Osteopata riposizionano le prime vertebre cervicali ,il muscolo digastrico, l’osso
iode, la mandibola, che influenzano il sistema masticatorio.
E’ bene dunque che il lavoro Osteopata - Dentista prosegua per tutto il tempo in cui si attua la
correzione gnatologica.
La visita gnatologica serve a capire se i fastidi accusati dal paziente (mal di testa, dolori facciali,
dolori al collo, acufeni, vertigini) sono in relazione ad una malocclusione.
Se, dopo tutti i test e gli esami necessari, la relazione dimostra che parte dei sintomi possono
essere imputati alla malocclusione, il successo della terapia gnatologica è molto probabile mentre
se tale relazione è assente o debole, bisogna ricorrere all’intervento di un chiropratico.
Il bite viene usato con più finalità:
a) curativa o terapeutica: rilassamento dei muscoli, decompressione delle articolazioni e nuovo
posizionamento della mandibola (riposizionamento).
b) diagnostica: per capire il rapporto ideale della mandibola con il cranio e le vertebre cervicali.
(Tutto questo in situazione di rilassamento e de-programmazione dei muscoli masticatori).
Anche per il bruxismo si usa un bite per rilassare al muscolatura .
La cefalea è un disturbo molto comune nella popolazione e le più frequenti sono le emicranie e le
cefalee muscolo-tensive. Queste ultime possono essere in relazione sia a problemi strutturali
curati lall’Osteopata, sia in relazione ad un disturbo occlusale e verranno trattati da dentisti esperti
di gnatologia.
La riabilitazione o la correzione definitiva dovrebbero essere precedute dall’uso del bite .
I bite si dividono generalmente in due categorie: bite per contrastare l’abrasione da bruxismo
(sono a basso costo) e i bite ad azione ortopedica (costi più elevati e gestione clinica più
complessa). Questi riguardano i disordini dell’articolazione temporo-mandibolare e generalmente
portano alla collaborazione con l’Osteopata.
L’Articolazione Temporo-Mandibolare si trova davanti l’orecchio dove la mandibola e il cranio si
incontrano. Questa articolazione permette alla mandibola di funzionare e muoversi ed è
l’articolazione più costantemente usata nel corpo. Anche i denti sono importanti per il corretto
funzionamento dell’ATM perché, se non si trovano in una posizione occlussale corretta, possono
creare stress sufficiente a dislocare il condilo e danneggiare i legamenti e i muscoli del menisco
dell’articolazione. Questi disordini, conosciuti anche come Disordini Mandibolari Cranio-Cervicali,
vanno dal tinnito (acufeni) alla Sindrome di Ménière, perdita dell’udito, mal di testa, vertigine,
disturbi dell’equilibrio, difficoltà nella deglutizione, dolori e tensioni alle spalle.
Anche le disfunzioni della cervicale possono portare a patologie dell’ATM, il che dimostra quale
forte sinergia esista tra colonna cervicale e mandibola. Quindi i problemi dell’ATM sarebbero il
risultato delle sublussazioni o viceversa?
La risposta probabilmente è difficile: un difetto nel sistema dell’ ATM può indurre a problemi del
tratto cervicale e la cervicale crea problemi all’ATM. Può succedere che ci siano pazienti che non
hanno sintomi al tratto cervicale ma che hanno problemi di ATM. Quando si analizzano immagini
radiologiche di persone con l’Atlante disfunzionale, spesso si può riscontrare che la mandibola, e
quindi l’ATM, sono disallineati.
Posture asimmetriche del capo rispetto alla colonna cervicale possono essere presenti in un
disallineamento o disarticolazione dell’ATM. Le articolazioni non funzionano correttamente e,
durante il processo normale di masticazione, il disco ( posto nell’ATM )viene intrappolato
nell’apertura e la chiusura della bocca ed i muscoli del collo e delle spalle subiscono spasmi
dolorosi.
Da sottolineare il ruolo di “perno” svolto dall’osso ioide (osso sesamoide a forma di ferro di cavallo posto nella parte anteriore del collo, qualche cm al di sotto della mandibola), quale punto di
convergenza di fasci e muscoli (sovra e sottoioidei) che legano la mandibola (unico osso mobile) con la parte posteriore del cranio, con lo sterno, con la clavicola e con la scapola.
Circa 165 tra muscoli e legamenti vengono attivati durante la fase occlusiva ( masticando o
deglutendo ) e poiché l’uomo deglutisce 1200-1300 volte al giorno, vi è una grande interazione di
forze nel compiere questi movimenti.
Proprio l’equilibrio di queste forze aiuta a fissare la struttura della bocca e la posizione dei denti.
Se consideriamo che quasi la metà degli input che arrivano al cervello provengono dalle zone di
collo, testa e bocca, ci rendiamo conto della complessa interazione della bocca con la cervicale e
che la postura che ne consegue è frutto di un delicato equilibrio neurologico che può venire a
mancare.
Gli esami minuziosi eseguiti sia dal Dentista che dall’Osteopata possono portare a risolvere molti
di questi casi:

Patologie all’Articolazione Temporo Mandibolare
• Nevralgie orali
• Patologie ortodontiche
• Bruxismo
• Malocclusioni


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