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lunedì 15 aprile 2013

OSTEOPATIA: SOFFRI DI LOMBALGIA? ECCO ALCUNI CONSIGLI


Soffri di lombalgia?
Ecco alcuni consigli


La Lombalgia colpisce 80 persone su 100 indipendentemente dall’attività svolta (sedentaria o attiva).
 I più colpiti sono gli uomini al di sopra dei 30 anni di età.
  •  Nel 90% dei casi ci sono recidive.
  •  Nel 60% dei casi non si è in grado di individuare un movimento, un trauma scatenante.
  •  Nel 44% dei casi l’episodio acuto si risolve in una settimana.
  •  Nell’86% dei casi l’episodio si risolve in un mese.
  •  Nel 92% si risolve in due mesi.
  •  Nel 35% dei casi la lombalgia recidiverà in una sciatica.
 Nonostante le diverse attività o professioni, tutte le persone che soffrono di lombalgia sono accomunate da due cose: la posizione seduta prolungata e la graduale diminuzione del movimento effettuato.
 La posizione seduta: se mantenuta a lungo, pone la colonna vertebrale in posizione scorretta determinando distorsioni nelle strutture della colonna vertebrale.
 Le modificazioni che avvengono possono determinare dolore che, partendo dalla zona lombare può estendersi lungo l’arto inferiore.
 Il cambiamento di localizzazione dei sintomi, che vengono percepiti in zone mano a mano più lontane dalla colonna vertebrale, segnala una progressione della disfunzione di alcune strutture vertebrali e un peggioramento della situazione.
 Un esempio?
 Fase 1 - Sono seduto in ufficio e inizio ad avvertire un dolore lombare, poi man mano che la giornata va avanti il dolore si sposta più distalmente alla colonna (coscia, ginocchio, polpaccio, caviglia); la posizione seduta, mantenuta a lungo, sta peggiorando la sintomatologia perché il dolore si allontana dalla colonna vertebrale.
 Fase 2 - Dopo essere stato seduto a lungo, quando mi alzo, mi sembra che la schiena sia diventata più rigida. Anzi il dolore, passando da seduto alla posizione eretta, aumenta. Che cosa significa? Una struttura si è modificata all’interno della colonna e ha difficoltà a ritornare alla sua posizione originale. L’assoluta incapacità da parte delle strutture distorte di ritornare nella loro posizione fisiologica, impedendo così alla colonna di raddrizzarsi, determina il cosiddetto “colpo della strega”.
Come rimediare? Bisogna stare seduti diritti, mantenendo la lordosi fisiologica.
Se si sta seduti su una sedia fornita di schienale, la cosa migliore è quella di utilizzare un supporto lombare.
 È un cuscino anatomico che il paziente posiziona all’altezza della vita e che fornisce una spinta meccanica per mantenere nella schiena la lordosi fisiologica.


Come combattere il mal di schiena

 Al giorno d’oggi il mal di schiena è uno dei dolori più diffusi; colpisce indifferentemente soggetti giovani e meno giovani, uomini e donne.
 Dopo i 20-30 anni di età, infatti, una volta persa l’elasticità tipica dell’adolescenza e della prima infanzia, ci si trova ad affrontare questo grave problema.
 “Colpidella strega”, sindromi cervicali che ci assillano al lavoro e in casa, sono causate, in via prioritaria, dagli errori di postura che si commettono quotidianamente, quasi senza rendersi conto.
 Con questo articolo cercheremo di sottolineare le situazioni più comuni e di maggiore rischio, che sono la causa diretta o indiretta del mal di schiena.

Telefonare: quando le telefonate sono lunghe, è consigliabile non tenere la cornetta tra la mandibola e la spalla, poiché vengono sottoposti a stress i muscoli di collo e spalle, tendini e legamenti. La soluzione più semplice è quella di usare il vivavoce o collegare al telefono una cuffia. Leggere a letto: la posizione più comune, ma anche la più sbagliata, è quella del mettersi a pancia in su con le gambe tese: infatti in questo modo si accentua la curva lombare della colonna vertebrale, e si scarica un peso eccessivo sui dischi intervertebrali della zona. Meglio piegare le ginocchia o, posizione ancora più salutare, appoggiare la schiena a uno o più cuscini adagiati contro la testiera del letto, e sistemare il libro aperto sulle cosce, a ginocchia piegate.

Guidare l’auto: è importante, quando si guida, aderire bene con il dorso allo schienale del sedile, utilizzando anche un cuscino “salsicciotto” a livello lombare.
Per evitare tensioni muscolari del collo e dei muscoli dorsali, è opportuno poggiare la nuca al poggiatesta. Durante la marcia indietro è meglio non limitarsi a ruotare solo la testa (si finirebbe per sollecitare troppo la colonna), ma compiere un giro completo e ampio, coinvolgendo, nella rotazione, anche le spalle e il torace.

Truccarsi allo specchio: per mettersi eye-liner e fondotinta, è meglio non appoggiare il bacino al mobiletto del lavabo con il busto inclinato in avanti: si sottopongono a un irrigidimento i muscoli lombari, soprattutto quando si è poco “sciolti”, come succede di primo mattino. La soluzione può essere quella di non inclinarsi verso lo specchio, e truccarsi a gambe leggermente divaricate, o con un piede appoggiato a uno sgabello.

Leggere alla scrivania: appoggiare la testa a una mano, distendersi in avanti sul piano di lavoro o indietro sulla sedia sono gli atteggiamenti sistematici ed errati che compiamo più di frequente. È consigliabile, davanti alla scrivania, tenere la schiena dritta, i gomiti e gli avambracci appoggiati al tavolo, per alleviare lo sforzo della colonna.

Sollevare un peso da terra: nonostante sia stato ripetuto da più parti, si tende a raccogliere un oggetto da terra piegando la schiena, quando, invece, si dovrebbero piegare le gambe. Infatti, in questo caso, una parte rilevante del peso verrebbe assorbita dai muscoli delle gambe. È importante sottolineare che l’oggetto sollevato deve essere aderente al busto, e non staccato, e mai al di sopra della vita.

Stirare: stare in piedi per stirare sicuramente stanca la schiena, il collo e le spalle. Per alleviare il dolore è bene tenere il mento leggermente piegato in basso, e il collo un po’ all’indietro, cercando di non far sporgere il sedere in fuori. Ancora più utile uno sgabello su cui poggiare alternativamente i piedi.

Fare le valigie: esiste il rimedio anche per la scorretta posizione che assumiamo quando si fanno le valigie. Generalmente si piega la schiena in avanti per appoggiare le camicie, le magliette e le gonne. In realtà è opportuno piegare una gamba, appoggiando un ginocchio a terra e portando spalle e testa all’altezza della valigia; o, più semplicemente, aprire la valigia su qualcosa di più alto, per esempio un tavolo, per non abbassarsi così di frequente.

Prof.  Franco Maiuri

Dottore in Osteopatia (U.S.A.) 
Membro del Registro Osteopati d'Italia (R.O.I.)
Direttore Scuola Operatori Craniosacrale  di Milano

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