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giovedì 22 novembre 2012

ALLERGIA "SILENZIOSA" MA MICIDIALE

ALLERGIA "SILENZIOSA" MA MICIDIALE
INTOLLERANZE ALIMENTARI


 

Le intolleranze alimentari rappresentano un argomento sconosciuto a molti e, peggio ancora, estremamente sottovalutato. Eppure a soffrirne, il più delle volte inconsapevolmente, sono in molti: bambini e adulti, uomini e donne. Pur essendo difficile risalire a dati epidemiologici in grado di stabilirne con certezza la percentuale d’incidenza, stime indicative suggeriscono che ne soffre circa il 30-40 % della popolazione. Preoccupante è l’evidenza del diffuso aumento delle problematiche di salute legate ad allergie, ipersensibilità o intolleranze alimentari, testimonianze tangibili che il rapido dilagare dello stile di vita alimentare moderno, sempre più scarso di nutrienti, e più ricco invece di ingredienti raffinati, additivi ed inquinanti, non è idoneo alla “costruzione” e al mantenimento della salute degli individui. Le intolleranze alimentari sono la conseguenza, la cosiddetta punta dell’iceberg, di una mucosa intestinale che, per svariati motivi, che approfondiremo, ha perso la sua integrità. Volendo darne una definizione in poche parole diremo che: l’intolleranza alimentare è la conseguenza del passaggio attraverso la mucosa intestinale, troppo permeabile, di macromolecole di alimenti, non completamente digeriti, che a contatto con il sistema linfatico e sanguigno scatenano la risposta di alcuni elementi del sistema immunitario (IgA e IgG) che a loro volta producono una reazione infiammatoria generalizzata. Tale infiammazione coinvolge l’intero l’organismo e può portare a sintomi e ad alterazioni a carico di qualsiasi organo o tessuto. Tutto ha origine da quello che ingeriamo e dalla relazione che ciò instaura con la mucosa intestinale, interfaccia tra il mondo esterno e l’organismo, luogo fondamentale di discriminazione tra ciò che è funzionale alla nutrizione dell’individuo e quanto invece è opportuno eliminare.

Le principali cause delle intolleranze alimentari
  • Alitosi: l’alitosi, soprattutto se persistente, è una problematica che coinvolge non solo il cavo orale, ma soprattutto, l’organismo nel suo insieme. Ciò che è invece ancora poco noto, è che all’origine della tossiemia (accumulo nel sangue di una grande quantità di tossine), che porta all’emissione di alito maleodorante, vi può essere un’intolleranza alimentare. Alimenti mal digeriti, attraversando la mucosa intestinale, divenuta ,nel tempo, troppo permeabile, entrano in circolo e inducono l’accumulo nel sangue di una elevatissima quantità di tossine. Il perdurare di tale situazione, nei soggetti predisposti, è causa di emissione di alito cattivo. La causa principale che è all’origine sia delle intolleranze alimentari, sia di questa “tossiemia maleodorante” è senza ombra di dubbio la disbiosi intestinale. Con ciò si intende il disequilibrio della microflora fisiologica che si viene a creare soprattutto in seguito all’assunzione di farmaci (in particolare antibiotici, ma anche antiacidi, lassativi, ecc.) e ad abitudini alimentari errate (carboidrati raffinati, eccesso di proteine animali, cibi conservati, ricchi di coloranti, poveri di nutrienti, scarsità di fibre, ecc.). Disbiosi, fermentazioni e putrefazioni intestinali sono spesso collegate anche ad un’insufficiente attività di digestione gastrica. Non dimentichiamo infatti il ruolo fondamentale svolto dallo stomaco nel “preparare” il cibo ad essere adeguatamente demolito ed assimilato, nonché la funzione “sterilizzante” del succo gastrico nei riguardi dei microrganismi che inevitabilmente vengono introdotti con gli alimenti. Chi soffre di gastrite, difficoltà digestive, bruciori di stomaco, reflusso, ecc. è perciò più propenso a sviluppare disbiosi intestinale, tanto più se fa uso, quotidianamente o occasionalmente, di farmaci per tamponare o inibire l’acidità gastrica, disturbando i delicati meccanismi digestivi e di difesa che lo stomaco è, fisiologicamente, chiamato a svolgere per la tutela e l’efficienza non solo di tutto l’apparato digerente ma anche dell’intero organismo.
  •  Emicrania: Una strada da esplorare, per chi soffre di emicrania, è senz’altro la relazione tra mal di testa ed alimentazione. È a tutti noto che cefalee ed emicranie possono essere la diretta conseguenza di un’abbuffata alimentare; cibi grassi, fritti, alcool assunti in quantità eccessiva sovraccaricano i meccanismi digestivi e di smaltimento dell’organismo producendo, nei soggetti predisposti, intensi mal di testa nelle ore successive. È anche diffusa la conoscenza che alcuni alimenti sono particolarmente “scatenanti”, come cioccolato, vino rosso, caffè, ecc. Conoscere ed eliminare gli alimenti “a rischio” può però non portare ad alcun miglioramento; molto spesso infatti il nemico non è un cibo elaborato, pesante, poco digeribile….ma è nascosto negli alimenti di tutti giorni, anche in quelli ritenuti innocui e benefici, alimenti cui, inconsapevolmente, si è sviluppata un’intolleranza alimentare. Una mucosa intestinale integra svolge la sua funzione di filtro in maniera efficiente, cioè lascia “passare” solo i nutrienti. Diversamente, una mucosa “colabrodo” permetterà a macromolecole alimentari (frammenti di alimenti non ancora completamente digeriti, quindi non sfruttabili come nutrienti) di venire in contatto con il sistema linfatico e sanguigno innescando una reazione del sistema immunitario. L’aggressione da macromolecole alimentari non viene generalmente considerata come pericolo immediato da parte del sistema immunitario (come invece avviene per l’allergia), quindi la reazione è più lenta ed è inizialmente dose-dipendente, nel senso che per sensibilizzare i linfociti ad una risposta infiammatoria l’attacco deve essere massiccio e prolungato. Questo spiega il motivo per cui le intolleranze alimentari si sviluppano verso gli alimenti assunti più frequentemente.La cefalea da intolleranza alimentare è di solito caratterizzata da dolore pulsante, sintomo tipico di intensa vasodilatazione cerebrale. Generalmente l’area coinvolta è la zona degli zigomi e intorno agli occhi, anche se non sono escluse altre parti della testa. Il dolore può accompagnarsi a nausea, vomito e ipersensibilità alla luce ed ai rumori. Gli attacchi durano da poche ore fino a vari giorni e possono essere molto debilitanti, compromettendo seriamente le normali attività quotidiane. L’abuso di farmaci antinfiammatori utilizzati per alleviare la sintomatologia, non risolve la problematica, oltre a presentare numerosi e ben noti effetti collaterali.
  •   Gonfiore addominale:
    Che le si dia il nome di colite, di “intestino irritabile” o semplicemente di “pancia gonfia”, il problema è sempre lo stesso: spesso all’improvviso, anche dopo aver mangiato pochissimo (magari anche cibi “indiscutibilmente sani”), si avverte un fastidiosissimo e “apparentemente inspiegabile” gonfiore addominale. Non si tratta solamente di un disturbo estetico, per “la maglia che tira”, ma di un vero e proprio disagio, legato a gonfiore e tensione addominale costanti che ci “appesantiscono” la giornata e non ci danno tregua; spesso sono associati anche crampi addominali, stitichezza o diarrea, flatulenza, meteorismo, ecc. C’è chi dà tutta la colpa allo stress o al mangiare di fretta, un panino e via, magari in piedi, senza prendersi le dovute pause…sicuramente questi fattori sono anch’essi concausa del disturbo, ma c’è di più. Immediato è il legame con l’alimentazione, causa diretta, senza ombra di dubbio, di questo disturbo; ma se è “legittimo” sentirsi gonfi e pesanti dopo un’abbuffata, non sembra invece giustificato il gonfiore che insorge dopo un pasto a base di cibi considerati “sani”, facenti parte dell’alimentazione di tutti i giorni. Le ragioni di questa inspiegabile “intolleranza” ai cibi quotidiani è insita in uno stile di vita, soprattutto alimentare, che ci porta, un po’ alla volta, alla perdita dell’efficienza dei complessi meccanismi del nostro intestino.La condizione per cui si inneschi un’intolleranza alimentare è perciò la perdita di integrità della mucosa intestinale e il venir meno delle sue funzioni digestive e protettive. In questa situazione, oltre a crearsi un ambiente malsano, con produzione di grandi quantità di gas, accade che i cibi indigeriti, invece di essere eliminati come scorie con le feci, riescono a superare la barriera mucosa, perché non integra.È evidente che l’utilizzo di farmaci anti-meteorismo, né tantomeno l’impiego di “disinfettanti intestinali”, come proposto in genere dall’approccio convenzionale, non può rappresentare la soluzione reale della problematica.
  • L'herpes Labiale: L’herpes labiale recidivante molto spesso è riconducibile al disequilibrio immunitario e all’infiammazione cronica che si creano nell’organismo in presenza di intolleranze alimentari non diagnosticate e/o, soprattutto, non adeguatamente trattate. É noto che, una volta contratto, il virus dell’herpes rimane nell’organismo per sempre, in forma latente, “rifugiato” nei gangli dorsali del sistema nervoso. Il mantenimento del virus nello stato di latenza è fortemente influenzato dalle condizioni di equilibrio o di disequilibrio del sistema immunitario. In questa situazione, l’approccio nei confronti dell’herpes labiale recidivante  prevede perciò necessariamente il ripristino dell’integrità anatomica e microbica della barriera intestinale, condizione indispensabile per la costruzione di un terreno individuale in grado di contrastare efficacemente le recidive.
  • Prurito e dermatite: Ci sono casi in cui alcune infiammazioni della pelle (orticarie, dermatiti, eczemi, pruriti insopportabili, ecc.) non hanno apparentemente cause scatenanti e sembrano senza soluzione, nei bambini come negli adulti.Le infiammazioni della pelle possono avere origine non da un’allergia ma da un’intolleranza alimentare, sviluppata nel corso del tempo e ad un certo punto resasi visibile “a fior di pelle”.Le allergie alimentari si manifestano rapidamente e con sintomi normalmente acuti; inducono la produzione di immunoglobuline E, responsabili dei sintomi violenti e pressoché immediati che ne derivano. Le intolleranze sono anch’esse reazioni avverse a sostanze alimentari, riconosciute come estranee, ma il manifestarsi dei disturbi, anziché essere rapido, è “a scoppio ritardato”; questo perché tale aggressione non viene recepita come un pericolo immediato dal sistema immunitario che induce perciò un’infiammazione lenta e costante che l’organismo riesce a tollerare sino ad un certo limite, superato il quale il sintomo si manifesta. A causa di questo periodo di latenza, risulta difficile a molti accettare e comprendere come una problematica cutanea, comparsa “improvvisamente” ad un certo periodo della vita, possa essere legata ad un alimento assunto “da sempre e senza mai dare problemi”.  Un alimento può dare problemi di intolleranza se, giorno dopo giorno, supera la barriera mucosa intestinale senza essere stato adeguatamente demolito nei nutrienti di base (aminoacidi, monosaccaridi, ecc.); come tale, ossia sotto forma di macromolecole, dovrebbe percorrere il lume intestinale ed essere eliminato come scoria. La relazione pelle-intestino è nota da tempo, quanti di noi ad esempio si sono ritrovati con un’eruzione cutanea dopo l’assunzione di un antibiotico? Più che di un’ipersensibilità individuale verso i componenti del prodotto, si tratta in questi casi di un effetto legato al depauperamento della flora batterica intestinale. Oltre a tutto ciò non dimentichiamo che la cute è uno dei cinque organi emuntori del corpo (dal latino “emunctus” espellere) e come tale l’organismo può utilizzarla per liberarsi da ciò che lo sta intossicando: le manifestazioni cutanee possono essere in tal caso il risultato di tale sfogo. Altri due organi di fondamentale importanza per la detossificazione dell’organismo sono il fegato e i reni. In una condizione di sovraccarico organico di tossine, come in presenza di intolleranze alimentari, anche’essi, sottoposti ad uno stress da iperlavoro, si trovano in una situazione di disagio e non sono in grado di assolvere appieno i loro compiti. Molte tossine finiscono con il rimanere in circolo, appesantendo e destabilizzando ancora di più l’organismo e aggravando perciò l’entità e la frequenza delle manifestazioni cutanee, cronicizzandole. 

 GSE Intolerance è una linea di prodotti formulati per affrontare il problema delle intolleranze alimentari con il preciso obiettivo di contrastarne le cause ed ottenere, attraverso un programma completo, la soluzione definitiva.

 


Si effettuano inoltre Test per Intolleranze Alimentari



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